giovedì 17 ottobre 2013
Gli amici
Chi sono gli amici? Domanda sciocca alla quale anche un bambino saprebbe rispondere, ed allora rendiamola più interessante chi sono i veri amici? E qui le cose si complicano in quanto talvolta la persona che ritieni amica ti tradisce o ti stupisce negativamente in qualche modo, anche inconsciamente. E` ancora un amico, si se ritieni opportuno passarci sopra, ma è un vero amico? Non saprei, in alcuni casi si in altri no. Un vero amico, per me, deve essere quello che mi dice in faccia, anche a brutto muso se necessario, quello che pensa e che quando non me lo aspetto fa qualcosa per me senza aspettarsi nulla in cambio.
martedì 15 ottobre 2013
Letto a due piazze e mezzo
No, no, non è un post a sfondo erotico, è solo una mera considerazione di quello che mi capita a casa tutte le notti, o quasi, da un po' di tempo a questa parte.
Mia moglie non vede l'ora di arrivare la sera a casa per poter stare con sua figlia, e chiaramente la piccola di casa adora ciò. La cosa carina, se così si può dire, e che ormai è diventata una abitudine che vadano a letto insieme. Mi spiego meglio, salgono (e si abito in una casa a più piani) per andare nella zona notte, si cambiano e fanno le abluzioni serali. Quindi si mettono nel lettone e giocano, leggono, si raccontano favole (strano direte... e no! La nanetta di casa racconta alla madre la storia che poi quest'ultima deve raccontare a sua volta). Il tutto sino a quando non cadono preda di Morfeo. E qui entro in scena io, tutte le sere pronto per andare a letto (dopo gli opportuni preparativi), mi si pone il sommo dilemma: "Stasera la piccola la metto nel suo lettino o no?". La risposta dovrebbe essere sempre positiva, anche conoscendo i rischi: si può svegliare la piccola iena mentre la sposto, si sveglia durante la notte ed inizia a piangere, svegliare la moglie perché la figlia è così avvinghiata alla madre che non si può fare altrimenti. Talvolta però anche senza considerare tali rischi non ho proprio voglia di spostarla da dove sta in quanto sentire il respiro non di una ma di due persone che ti vogliono bene e alle quali tu ne vuoi è incommensurabile!
Mia moglie non vede l'ora di arrivare la sera a casa per poter stare con sua figlia, e chiaramente la piccola di casa adora ciò. La cosa carina, se così si può dire, e che ormai è diventata una abitudine che vadano a letto insieme. Mi spiego meglio, salgono (e si abito in una casa a più piani) per andare nella zona notte, si cambiano e fanno le abluzioni serali. Quindi si mettono nel lettone e giocano, leggono, si raccontano favole (strano direte... e no! La nanetta di casa racconta alla madre la storia che poi quest'ultima deve raccontare a sua volta). Il tutto sino a quando non cadono preda di Morfeo. E qui entro in scena io, tutte le sere pronto per andare a letto (dopo gli opportuni preparativi), mi si pone il sommo dilemma: "Stasera la piccola la metto nel suo lettino o no?". La risposta dovrebbe essere sempre positiva, anche conoscendo i rischi: si può svegliare la piccola iena mentre la sposto, si sveglia durante la notte ed inizia a piangere, svegliare la moglie perché la figlia è così avvinghiata alla madre che non si può fare altrimenti. Talvolta però anche senza considerare tali rischi non ho proprio voglia di spostarla da dove sta in quanto sentire il respiro non di una ma di due persone che ti vogliono bene e alle quali tu ne vuoi è incommensurabile!
domenica 13 ottobre 2013
Dopo due giorni
Per scrivere serve l'ispirazione, un motivo, un argomento o un mix di queste cose. Negli ultimi due giorni mi è mancata la voglia, in particolare non è che non volessi scrivere ma l'emozioni che fluivano in me, contrastanti, potenti, confuse, non mi rendevano capace di scrivere qualcosa.
Oggi ne ho voglia, forse perché è un bel giorno per la mia famiglia (o spero possa esserlo), o forse, perché ho fatto mio il consiglio di un amico: "Anche se sei stato oggetto di un torto, non scaricarti su chi ti vuole bene! Sarai incazzato e tutto quello che ti verrà detto ti sembrerà nero, ma ricordati che ti viene detto con il cuore e per il tuo bene". E' un consiglio semplice ma difficile da seguire.
Venerdì ho viaggiato per quasi tutto il giorno ed ho pensato e ripensato a quello che mi è accaduto negli ultimi anni. Ieri ho fatto un reset per capire se le conclusioni fossero corrette o errate. Alla fine se vedo quanto successo nell'ultimo lustro non posso che ritenermi una persona fortunata: ho una bella famiglia, ho una casa, non penso che rischierò di non trovare un piatto da mangiare e allora? Beh in momenti come questo si passa dalla soddisfazione razionale all'insoddisfazione irrazionale di ciò che sarebbe potuto essere e non è.
Domani inizia una nuova vita non tralasciando la vecchia, ma devo reinventarmi almeno in parte. Cosa farò e come, devo ancora decidere (o che sia qualcun altro a farlo) ma so che parto avendo già delle certezze dovute dal viaggio fatto sino ad ora.
Oggi ne ho voglia, forse perché è un bel giorno per la mia famiglia (o spero possa esserlo), o forse, perché ho fatto mio il consiglio di un amico: "Anche se sei stato oggetto di un torto, non scaricarti su chi ti vuole bene! Sarai incazzato e tutto quello che ti verrà detto ti sembrerà nero, ma ricordati che ti viene detto con il cuore e per il tuo bene". E' un consiglio semplice ma difficile da seguire.
Venerdì ho viaggiato per quasi tutto il giorno ed ho pensato e ripensato a quello che mi è accaduto negli ultimi anni. Ieri ho fatto un reset per capire se le conclusioni fossero corrette o errate. Alla fine se vedo quanto successo nell'ultimo lustro non posso che ritenermi una persona fortunata: ho una bella famiglia, ho una casa, non penso che rischierò di non trovare un piatto da mangiare e allora? Beh in momenti come questo si passa dalla soddisfazione razionale all'insoddisfazione irrazionale di ciò che sarebbe potuto essere e non è.
Domani inizia una nuova vita non tralasciando la vecchia, ma devo reinventarmi almeno in parte. Cosa farò e come, devo ancora decidere (o che sia qualcun altro a farlo) ma so che parto avendo già delle certezze dovute dal viaggio fatto sino ad ora.
giovedì 10 ottobre 2013
Quando te lo aspetti
Esistono circostanze che capitano, sia positive che negative, che comunque ci colpiscono forte come un cazzotto tirato da un duro boxeur. La cosa strana è che indipendentemente se tali fatti siano inaspettati o attesi comunque generano in noi reazioni contrastanti.
Chiaramente se il fatto giunge inaspettato, quando meno te lo aspetti, e lo stesso è positivo ringrazi la provvidenza che te lo ha fatto accadere. Di contro se è negativo, dopo un momento di scoramento, vorresti spaccare tutto e con tutto il mondo vorresti imprecare e dire "Ma perché a me?".
E se il fatto è atteso, quando te lo aspetti... Beh se è positivo, sei contento ma aspettandolo ormai lo davi per assodato, non ne godi appieno, ben venga ma ormai era chiaro che sarebbe stato così. Il problema sorge quando è negativo, perché in cuor tuo, anche se razionalmente già sapevi cosa sarebbe successo, sei sicuro che non avverrà, non ti riguarda, toccherà a qualcun altro ma a te proprio no! E la reazione che hai dopo è quella del pugile messo KO, non reagisci subito, non capisci, sei stordito, solo dopo un po' (attimi, minuti, ore), capisci di essere stato messo al tappeto e di non avere più alcuna possibilità, se non quella di un'altro incontro, ma questa è un'altra storia.
Bene oggi mi sono sentito come il pugile messo KO, e non perché non sapessi cosa stava accadendo (c'erano fin troppi segnali a riguardo), ma perché non volevo accettare quello che stava succedendo.
Ora ho delle risposte chiare laddove fino a ieri erano fumose, ma se posso dire che è meglio la situazione trasparente che oggi si è delineata, devo anche ammettere che il limbo che ho vissuto ultimamente mi permetteva di mantenere, in maniera inappropriata, questo lo so, una minima dose di illusione.
Oggi mentre viaggiavo ho ascoltato molte canzoni ma una mi ha colpito molto per il suo testo.
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Chiaramente se il fatto giunge inaspettato, quando meno te lo aspetti, e lo stesso è positivo ringrazi la provvidenza che te lo ha fatto accadere. Di contro se è negativo, dopo un momento di scoramento, vorresti spaccare tutto e con tutto il mondo vorresti imprecare e dire "Ma perché a me?".
E se il fatto è atteso, quando te lo aspetti... Beh se è positivo, sei contento ma aspettandolo ormai lo davi per assodato, non ne godi appieno, ben venga ma ormai era chiaro che sarebbe stato così. Il problema sorge quando è negativo, perché in cuor tuo, anche se razionalmente già sapevi cosa sarebbe successo, sei sicuro che non avverrà, non ti riguarda, toccherà a qualcun altro ma a te proprio no! E la reazione che hai dopo è quella del pugile messo KO, non reagisci subito, non capisci, sei stordito, solo dopo un po' (attimi, minuti, ore), capisci di essere stato messo al tappeto e di non avere più alcuna possibilità, se non quella di un'altro incontro, ma questa è un'altra storia.
Bene oggi mi sono sentito come il pugile messo KO, e non perché non sapessi cosa stava accadendo (c'erano fin troppi segnali a riguardo), ma perché non volevo accettare quello che stava succedendo.
Ora ho delle risposte chiare laddove fino a ieri erano fumose, ma se posso dire che è meglio la situazione trasparente che oggi si è delineata, devo anche ammettere che il limbo che ho vissuto ultimamente mi permetteva di mantenere, in maniera inappropriata, questo lo so, una minima dose di illusione.
Oggi mentre viaggiavo ho ascoltato molte canzoni ma una mi ha colpito molto per il suo testo.
Buongiorno da Pesaro
Buongiorno da Pesaro, o meglio dal balcone della mia stanza dell' Alexander Museum Palace Hotel.
Ecco questo è uno di quei posti che raccomando assolutamente (se si sta andando per qualche motivo nella città di Rossini). Non è il solito albergo, in quanto ogni stanza è diversa dall'altra e si ispira ad un'opera d'arte. Il servizio è sempre eccellente ed anche la cucina è ottima (oltre che economica se la sera prendete i menù proposti). Difetti... si d'estate se non prenotate il garage non è facile parcheggiare la macchina per il resto a mio avviso nessuno in particolare.
martedì 8 ottobre 2013
Risotto alla zucca e prosciutto
Oggi mi sono dilettato nella preparazione del risotto alla zucca e prosciutto.
Ingredienti:
Dopo aver lasciato soffriggere la cipolla ho aggiunto la zucca, il riso ed il prosciutto.
Quindi, sempre lasciando la padella sul fuoco, ho aggiunto il brodo volta volta per far proseguire la cottura.
Ho corretto di sale.
Quindi quando ormai il tutto era pronto ho incorporato una noce di burro per mantecare il tutto.
Per completare l'ho servito aggiungendo sia il Parmigiano Reggiano che il pepe.
PS: Variante: sarebbe opportuno far sfumare la zucca ed il soffritto di cipolla con mezzo bicchiere di vino bianco (il rosso è meglio evitarlo altrimenti colora e scurisce il risotto!)
Ingredienti:
- Riso
- Zucca
- Prosciutto crudo
- Cipolla (Rossa)
- Olio
- Sale
- Brodo (anche granulare va bene)
- Pepe
- Parmigiano Reggiano (Grattuggiato)
- Burro
Dopo aver lasciato soffriggere la cipolla ho aggiunto la zucca, il riso ed il prosciutto.
Quindi, sempre lasciando la padella sul fuoco, ho aggiunto il brodo volta volta per far proseguire la cottura.
Ho corretto di sale.
Quindi quando ormai il tutto era pronto ho incorporato una noce di burro per mantecare il tutto.
Per completare l'ho servito aggiungendo sia il Parmigiano Reggiano che il pepe.
PS: Variante: sarebbe opportuno far sfumare la zucca ed il soffritto di cipolla con mezzo bicchiere di vino bianco (il rosso è meglio evitarlo altrimenti colora e scurisce il risotto!)
Compleanni
Oggi la mia piccolina ha compiuto tre anni! Inutile dire che la vedo e mi sorride il cuore, è divertente scorgerla mentre si approccia alla vita, quando cerca di capire, ogni volta che vuole essere coccolata o coccolare, quando chiede perché, quando dice NO o ADESSO. Un'altro anno è passato e mi ricordo, e sempre mi ricorderò, di quando è nata (decisamente l'emozione più forte che io abbia mai vissuto) e per me era "Tutta mani e piedi".
Buon Compleanno Claudia.
Il tuo papà
Buon Compleanno Claudia.
Il tuo papà
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domenica 6 ottobre 2013
Canzone domenicale
E' domenica, si sta in famiglia, ci si riposa nei modi più disparati, si pensa (e questo è male talvolta...), e spesso si hanno voglie strane. Nel mio caso tali voglie si concretizzano nell'ascoltare canzoni varie utilizzando Spotify (per chi non lo conoscesse è un servizio per ascoltare gratuitamente musica in streaming). Chi mi conosce sa che amo, musicalmente parlando, Daniele Silvestri ed una canzone che adoro ascoltare in questi momenti è un collaborazione con gli Otto ohm : A Me Ricordi il Mare
sabato 5 ottobre 2013
Gnocchi di patate e zucca
Tentativo culinario di oggi:
Gnocchi (senza glutine) di patate e zucca, con funghi porcini.
Risultato: PESSIMO ma commestibile
Prendendo spunto da una ricetta trovata su un sito, e ritenendo di essere in grado di replicarla e modificarla, se non alla lettera quanto meno per un buon 60%, mi sono messo all'opera.
Prima la lista degli ingredienti:
Ho, come suggerito, stufato le patate e la zucca, fatte precedentemente a cubetti, sfumandole anche nel vino rosso. Quindi dopo aver usato lo schiacciapatate ho incorporato nel composto le farine e l'uovo (il tutto dopo aver aspettato che il composto si raffreddasse). Ho dovuto aggiungere ulteriore farina (alternando tra le due a mia disposizione) per raggiungere la giusta consistenza (o speravo che fosse lei...).
Mentre tagliavo materialmente gli gnocchi, facevo scaldare l'acqua per la cottura degli stessi e preparavo il condimento con i funghi.
Ho cotto gli gnocchi ma non sono venuti come mi aspettavo, probabilmente avevano bisogno di essere lavorati meglio. Il sapore non è male, ma definirlo raccomandabile è un'altra cosa.
La cosa che mi ha lasciato più scettico è il fatto che la zucca non si senta assolutamente.
Ci riproverò? Non penso la prossima volta semplici gnocchi di patate (forse con le farine senza glutine) o meglio delle sane tagliatelle che con i funghi convincono decisamente di più!
Gnocchi (senza glutine) di patate e zucca, con funghi porcini.
Risultato: PESSIMO ma commestibile
Prendendo spunto da una ricetta trovata su un sito, e ritenendo di essere in grado di replicarla e modificarla, se non alla lettera quanto meno per un buon 60%, mi sono messo all'opera.
Prima la lista degli ingredienti:
- 100 g di patate pulite
- 200g di zucca
- 70g di farina di riso
- 30g di farina di grano saraceno
- 1 uovo
- sale, olio, vino rosso qb
- fughi porcini surgelati (abbastanza per condire il tutto)
Ho, come suggerito, stufato le patate e la zucca, fatte precedentemente a cubetti, sfumandole anche nel vino rosso. Quindi dopo aver usato lo schiacciapatate ho incorporato nel composto le farine e l'uovo (il tutto dopo aver aspettato che il composto si raffreddasse). Ho dovuto aggiungere ulteriore farina (alternando tra le due a mia disposizione) per raggiungere la giusta consistenza (o speravo che fosse lei...).
Mentre tagliavo materialmente gli gnocchi, facevo scaldare l'acqua per la cottura degli stessi e preparavo il condimento con i funghi.
Ho cotto gli gnocchi ma non sono venuti come mi aspettavo, probabilmente avevano bisogno di essere lavorati meglio. Il sapore non è male, ma definirlo raccomandabile è un'altra cosa.
La cosa che mi ha lasciato più scettico è il fatto che la zucca non si senta assolutamente.
Ci riproverò? Non penso la prossima volta semplici gnocchi di patate (forse con le farine senza glutine) o meglio delle sane tagliatelle che con i funghi convincono decisamente di più!
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